La tua impresa ha adeguati assetti organizzativi? Dal 29 aprile 2026 le regole sono cambiate — e quasi nessuno lo sa
del Dott. Adriano Femiano
Roma, maggio 2026 — Dal 29 aprile 2026 è in vigore il Decreto Legislativo 47/2026. Le nuove norme impongono agli amministratori di società l’obbligo personale di dotare l’impresa di adeguati assetti organizzativi — pena la responsabilità patrimoniale diretta. Una riforma silenziosa che riguarda centinaia di migliaia di PMI italiane.
Hai una Srl, una Spa, una società con soci e dipendenti? Allora questo articolo è per te. Alcune cose che devi sapere per non ritrovarti nei guai.
Prima di tutto: un po’ di storia
Qualche anno fa il legislatore italiano si è accorto di una cosa scomoda: troppe imprese arrivavano al fallimento senza che nessuno, né il titolare, né il commercialista, né i sindaci, avesse alzato la mano in tempo. I conti erano un disastro, ma formalmente tutto sembrava a posto.
Così nel 2019 è arrivato il Codice della Crisi d’Impresa, con un concetto nuovo: le società non devono solo fare i bilanci, devono organizzarsi in modo da accorgersi da sole quando qualcosa non va. Budget, controllo dei flussi di cassa, indicatori di allarme. Insomma: non aspettare che l’acqua arrivi al collo per chiamare i pompieri.
Bello in teoria. Nella pratica, molte piccole imprese hanno fatto spallucce. E molti consulenti le hanno lasciate fare.
Adesso però è arrivato il colpo di coda: il D.Lgs 47/2026 sugli adeguati assetti organizzativi
Dal 29 aprile 2026 è in vigore il Decreto Legislativo 47/2026, che stringe ulteriormente le maglie. E questa volta le conseguenze sono serie.
In parole povere: chi amministra una società non può più dire “non lo sapevo” o “pensavo ci pensasse il commercialista”. La legge ora dice chiaramente che organizzare bene l’impresa — avere deleghe scritte, procedure chiare, controlli periodici, reportistica — è compito preciso e personale dell’amministratore. E se queste cose mancano, la responsabilità è sua.
Cosa vuol dire concretamente per te: hai adeguati assetti organizzativi?
Se sei il titolare o l’amministratore di una piccola o media impresa, fatti queste domande:
Sai ogni mese dove sono i tuoi soldi? Non basta guardare il conto corrente. Devi sapere quanto ti devono i clienti, quanto devi ai fornitori, cosa entra e cosa esce nei prossimi tre mesi.
Hai qualcuno in azienda con ruoli scritti e chiari? Oppure tutti fanno tutto e nessuno è responsabile di niente? La legge vuole che i ruoli siano definiti. Se sei solo tu a decidere tutto senza traccia scritta, sei esposto.
Il tuo commercialista ti manda un report ogni mese o lo senti solo a fine anno per il bilancio? Se lo senti solo a dicembre, hai un problema. Non per colpa sua — ma perché probabilmente nessuno ti ha mai detto che le cose dovrebbero funzionare diversamente.
Sai se la tua impresa è in grado di pagare i debiti nei prossimi 12 mesi? Questo si chiama DSCR — un indice che la legge considera fondamentale. Se non ne hai mai sentito parlare, è il momento di farlo.
Il punto vero: non è burocrazia, è sopravvivenza
Queste non sono formalità inventate da qualche funzionario annoiato. Sono strumenti che, se usati bene, ti dicono prima che la tua impresa sta andando in una direzione sbagliata. Ti danno il tempo di correggere la rotta.
Senza di essi, rischi di accorgerti tardi. E “tardi” nel mondo delle imprese spesso significa: debiti accumulati, fornitori furiosi, banche che chiudono i rubinetti, e tu personalmente responsabile di quello che è successo.
E se le cose vanno male, adesso chi controlla è più esposto
La riforma rafforza anche il ruolo di sindaci e revisori — le figure che controllano la tua società dall’interno o dall’esterno. Anche loro devono fare il loro mestiere sul serio, non solo timbrare il cartellino a fine anno. Se non lo fanno, rispondono. Ma soprattutto: se loro devono vigilare meglio, significa che su di te gli occhi sono più aperti di prima.
Cosa fare adesso per mettere in regola gli adeguati assetti organizzativi
Non serve stravolgere tutto domani mattina. Serve iniziare.
Parla con il tuo consulente e chiedigli tre cose precise:
- “La mia impresa ha degli adeguati assetti organizzativi?” Se non sa risponderti, cambia consulente!
- “Ricevo un report mensile sulla situazione finanziaria?” Se la risposta è no, va attivato subito.
- “Sono a rischio personalmente se le cose vanno male?” La risposta, con le nuove norme, potrebbe sorprenderti.
Le leggi cambiano. Il mondo cambia. Le imprese che sopravvivono non sono necessariamente le più grandi o le più ricche — sono quelle che si organizzano, che conoscono i propri numeri e che si circondano di professionisti che le accompagnano davvero, non solo a fine anno.
La tua impresa merita questo. E tu anche.
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