Luglio 12, 2026
Cammini Lazio overtourism - Via Francigena del Sud tra i Castelli Romani e i laghi vulcanici

La Fisica del Turismo e i Cammini: l’infrastruttura che redistribuisce l’entropia nel Lazio

di Michele Savaiano

In poche parole: Nella “Fisica del Turismo”, i cammini non sono solo una scelta romantica o una tendenza ecologista: sono vere e proprie infrastrutture di redistribuzione. Il loro compito? Prendere i flussi turistici ammassati in pochi punti saturi e distribuirli sul territorio, abbassando la “temperatura” del sistema e portando energia economica dove c’è più bisogno. Nel 2025 oltre 300.000 persone si sono messe in cammino in Italia, generando un impatto da 336,4 milioni di euro. Nel Lazio, il nuovo Piano Triennale del Turismo 2025-2027 punta proprio sullo slow tourism per alleggerire una Capitale che oggi catalizza l’81% delle presenze regionali. I cammini sono ingegneria territoriale allo stato puro.

C’è un dato che nei grandi convegni sull’overtourism viene spesso ignorato: un camminatore lungo la Via Francigena spende in media 87 euro al giorno, dorme e mangia nei borghi che attraversa, e lo fa per più di una settimana di fila (7,4 giorni per l’esattezza).

Al contrario, il turista “mordi e fuggi” scende da un pullman, scatta un selfie davanti a un belvedere, compra forse una bottiglietta d’acqua e risale a bordo nel giro di due ore, lasciando sul territorio solo le briciole. Parliamo della stessa persona e dello stesso desiderio di bellezza, ma con una cinematica completamente diversa.

Questo è il sesto capitolo della nostra serie La Fisica del Turismo. Nei passati appuntamenti abbiamo analizzato come la termodinamica spieghi il sovraffollamento, come il Gravity Model condanni all’invisibilità i borghi più isolati, come il Paradosso del Turista distrugga l’autenticità e come i social accelerino i flussi fino a renderli ingovernabili. Oggi chiudiamo il cerchio con la soluzione strutturale: i cammini intesi come rete fisica di redistribuzione energetica del territorio.

I cammini come tecnologia, non come moda

Fino ad ora abbiamo descritto un sistema turistico in profondo squilibrio: pochi nodi caldissimi che rischiano di bruciare (come Roma o Civita di Bagnoregio) e una galassia di piccoli centri splendidi ma “freddi”, tagliati fuori dai flussi. L’algoritmo dei social accentua questo divario, e il turismo rapido consuma i luoghi più velocemente di quanto questi riescano a rigenerarsi.

I cammini sono l’unica infrastruttura capace di curare queste distorsioni tutte insieme:

 – Abbassano la temperatura dei punti saturi, drenando visitatori.

 – Aumentano la forza di attrazione dei borghi meno noti.

 – Smontano la finzione dell’autenticità da cartolina.

 – Oppongono una lentezza strutturale alla frenesia degli algoritmi.

Non è una visione filosofica, sono i numeri a dirlo.

I numeri del 2025: un settore in crescita strutturale

Il dossier Italia, Paese di Cammini (nona edizione, presentato da Terre di mezzo Editore a marzo 2026) dimostra che lo slow tourism non è un fuoco di paglia.

 – 300.046 camminatori in Italia nel 2025 (un salto del +56% rispetto ai 191.460 del 2024).

 – 7,4 giorni di permanenza media.

 – 2.476.880 pernottamenti totali distribuiti su 160 percorsi.

 – 336,4 milioni di euro di impatto economico complessivo (calcolato per la prima volta con il Centro di studi avanzati sul turismo dell’Università di Bologna).

La chiave di volta termodinamica? Questa ricchezza non si concentra. Si distribuisce capillarmente in centinaia di piccoli comuni delle aree interne, zone che nella mappa termica del turismo rimarrebbero altrimenti gelide. I cammini generano calore diffuso, l’esatto contrario dell’overtourism.

 - [Turismo Tradizionale] ──> Flusso Concentrato ──> Alta Temperatura (Saturazione) 
 - [Turismo dei Cammini] ──> Flusso Lineare ──> Calore Diffuso (Sostenibilità)

Legge 24/2026: la svolta normativa e l'effetto pop

Il 13 febbraio 2026 è entrata in vigore la Legge n. 24 (“Disposizioni per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia”), la prima vera cornice normativa nazionale. Per la Fisica del Turismo questo è il passaggio cruciale da “fenomeno spontaneo” a “infrastruttura governata”.

Il tempismo è perfetto. Il Giubileo del 2025 ha fatto raddoppiare i Testimonium (i certificati di pellegrinaggio) di chi è arrivato a piedi a Roma. Un trend che nel 2026 si sta consolidando, complice anche una spinta pop inaspettata: il successo del film Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone (uscito a Natale 2025), che ha sdoganato il tema del cammino davanti al grande pubblico.

Il Piano Triennale del Lazio: combattere la gravità di Roma

L’11 febbraio 2026 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità il Piano Triennale del Turismo 2025-2027, fortemente voluto dall’assessora Elena Palazzo. È un eccellente esempio di politica territoriale che riconosce il problema della concentrazione gravitazionale.

Nel Lazio, Roma e la sua area metropolitana assorbono la stragrande maggioranza degli 11 milioni di arrivi regionali. Un enorme corpo celeste che risucchia tutta l’energia, lasciando il resto del territorio al buio. Il nuovo Piano si divide in quattro cluster strategici, tra cui spicca “Slow Tourism e Cammini” (itinerari laici e religiosi, turismo fluviale, borghi e aree rurali).

Come ha giustamente sottolineato l’assessora Palazzo, il Lazio non è una destinazione unica, ma un ecosistema di destinazioni. Il problema storico non è mai stato la mancanza di bellezza, ma la frammentazione dell’offerta e l’assenza di una rete. I cammini sono il filo che unisce questi punti isolati.

Una rete che esiste già (e si evolve)

Il grande vantaggio del Lazio è che l’infrastruttura fisica è già tracciata grazie alla Legge regionale n. 2 del 2017. La Rete dei Cammini del Lazio conta oggi cinque grandi arterie:

  1. Via Francigena del Nord: attraversa la Tuscia e la Maremma laziale.

  2. Via Francigena del Sud: si divide tra la Prenestina/Latina verso Frosinone e l’Appia Antica attraverso i Castelli Romani fino a Terracina.

  3. Cammino di San Francesco: unisce la Valle del Tevere, la Sabina e i reatini.

  4. Cammino di San Benedetto: collega la Sabina alla Valle dell’Aniene e alla Ciociaria.

  5. Cammino della Luce (Via Amerina): taglia la Valle Tiberina.

  6. Cammino dei Parchi: unisce Roma a L’Aquila coprendo 42 borghi e 430 km.

La rete è viva: tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 la Regione ha aggiornato i tracciati della direttrice Tiberina e ha riconosciuto ufficialmente il nuovo Cammino di San Filippo Neri.

Il caso dei Castelli Romani: riconvertire il flusso

Nelle scorse settimane abbiamo descritto i Castelli Romani come un sistema che si sta surriscaldando a causa della viralità social non governata. Eppure, quest’area ospita già un pezzo di infrastruttura perfetto per invertire la rotta: la Via Francigena del Sud.

Il tracciato entra nel Parco dei Castelli Romani da Castel Gandolfo, costeggia i laghi vulcanici di Albano e Nemi, attraversa i boschi del Maschio dell’Artemisio e arriva a Velletri. Sono 21,3 chilometri immersi nella storia e nella natura, un vero museo a cielo aperto lungo l’Appia Antica.

Oggi questo percorso è ancora una nicchia rispetto alla massa di turisti domenicali che intasano Nemi o Castel Gandolfo per un pranzo veloce e una foto. La scommessa della Fisica del Turismo è questa: non serve costruire nulla, bisogna usare i cammini esistenti per trasformare il turismo “mordi e fuggi” in un moderno Grand Tour, trattenendo il visitatore sul territorio.

Perché il cammino disinnesca i paradossi del turismo

Il camminatore non consuma il luogo in modo distruttivo. Attraversando lo spazio a piedi, instaura un rapporto simbiotico con la comunità locale: parla con i residenti, si ferma nelle piccole botteghe, non stressa il sistema urbano con auto o pullman. L’impatto non è un picco di pressione su un unico punto (come la piazza di Civita di Bagnoregio), ma una linea morbida distribuita su chilometri.

Inoltre, chi cammina per giorni cerca l’esperienza del viaggio, non lo sfondo perfetto per un video virale. Questa incompatibilità strutturale con la velocità dei social è la migliore protezione per l’identità dei borghi. Non a caso, nel 2025 i piccoli centri lungo i cammini italiani hanno registrato una crescita costante ma sostenibile delle presenze (+6,85%), ben lontana dalle fiammate distruttive che colpiscono le località che finiscono improvvisamente nei trend online.

Tre mosse per potenziare i cammini nel Lazio

 – Incrociare storie e borghi isolati: Cammini come quello di San Benedetto passano a pochi chilometri da perle culturali poco note (Subiaco, Palestrina, Anticoli Corrado). Creare varianti narrative e deviazioni significa usare il flusso principale per riscaldare economicamente queste aree “fredde”.

 – Abbandonare l’attrito digitale: Un cammino tracciato sulla carta geografica non esiste se non è facilmente fruibile sugli smartphone. È essenziale mappare ogni centimetro della rete laziale su piattaforme come Komoot, Wikiloc e Google Maps, eliminando la “distanza cognitiva” che scoraggia i meno esperti.

 – Raccontare la linea, non il punto: La comunicazione turistica deve smettere di promuovere il singolo belvedere isolato. Dobbiamo iniziare a raccontare la bellezza del viaggio nella sua interezza, distribuendo l’interesse dei media lungo l’intero itinerario.

Domande Frequenti (FAQ)

Perché i cammini aiutano a contrastare l’overtourism? Perché cambiano la dinamica del viaggio: il camminatore si sposta lungo una linea geografica anziché concentrarsi in un unico punto, soggiorna per più giorni e distribuisce la sua spesa nei piccoli centri interni invece che nelle grandi città sature.

Qual è il valore economico dei cammini in Italia? Nel 2025 il comparto ha generato oltre 336 milioni di euro, con una spesa media per persona di circa 87 euro al giorno e una permanenza che sfiora gli 8 giorni.

Cosa fa il Piano del Turismo del Lazio per lo slow tourism? Approvato a inizio 2026, il piano stanzia risorse e crea un cluster strategico ad hoc (“Slow Tourism e Cammini”) con l’obiettivo dichiarato di decongestionare l’area di Roma, delocalizzando i flussi verso le meraviglie nascoste delle altre province.

I Castelli Romani sono inseriti in questi cammini ufficiali? Sì, sono attraversati da una splendida tappa di oltre 21 km della Via Francigena del Sud che collega Castel Gandolfo a Velletri, passando per il borgo di Nemi e i laghi vulcanici.

Esiste una legge nazionale sui cammini? Sì, è la Legge n. 24 del 13 febbraio 2026, che ha finalmente dato all’Italia un quadro normativo per finanziare, proteggere e promuovere stabilmente queste vie storiche.

I cammini non risolveranno l’overtourism da soli, ma sono lo strumento ingegneristico più potente che abbiamo per rimettere in equilibrio il sistema turistico. Nel Lazio l’infrastruttura c’è già, è mappata ed è in forte crescita. Ora non resta che raccontarla con la stessa forza e la stessa energia con cui di solito si promuove un contenuto virale.

Questo articolo conclude il primo ciclo della serie La Fisica del Turismo: un viaggio partito dalla diagnosi del problema termodinamico e arrivato alle risposte concrete che il territorio ha già iniziato a dare.

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