Luglio 12, 2026
gas radon

Gas Radon in casa: il gas invisibile che può causare gravi problemi respiratori — cos’è, dove si nasconde e come difendersi subito

Il “nemico invisibile” delle abitazioni italiane: inodore, incolore, insapore e cancerogeno. La legge ora impone di misurarlo. Ecco tutto quello che devi sapere

di Emanuele Polce

Spesso quando pensiamo alla sicurezza della nostra casa o dei luoghi che visitiamo, ci concentriamo su allarmi e serrature. Esiste però un ospite silenzioso, poco noto al grande pubblico ma ben conosciuto dagli esperti: il gas Radon. Scopriamo insieme perché è importante conoscerlo e cosa dice la legge per proteggere la nostra salute.

Cos’è il gas Radon e dove si nasconde in casa?

Perché il gas Radon è così difficile da individuare?

Il Radon è un gas nobile radioattivo naturale. È inodore, incolore e insapore, il che lo rende impossibile da avvertire con i sensi. Si forma nel sottosuolo a causa del decadimento di elementi come l’uranio, presenti in molte rocce — specialmente in zone vulcaniche o ricche di tufo e granito.

Essendo un gas, risale dal terreno e tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, raggiungendo le concentrazioni più elevate nei:

  • Piani interrati e seminterrati
  • Piani terra

La sua presenza non dipende dall’età dell’edificio né dal suo pregio architettonico: qualsiasi casa, in qualsiasi zona d’Italia, può avere livelli di Radon potenzialmente pericolosi.

Gas Radon e salute: perché non va sottovalutato

Quante persone muoiono ogni anno per il gas Radon in Italia?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il Radon come agente cancerogeno di Gruppo 1 — la categoria più grave, quella che comprende il fumo di sigaretta e l’alcol. Rappresenta la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

I numeri sono precisi e allarmanti: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il gas Radon causa in Italia L’OMS stima che il 15% delle neoplasie polmonari sia attribuibile a questo gas — una percentuale che in Italia equivale a migliaia di casi ogni anno.

Il pericolo deriva dal suo decadimento: trasformandosi in particelle solide (come il piombo), può essere inalato e depositarsi nei tessuti polmonari, diventando concausa di gravi patologie.

Cosa dice la legge: D.Lgs 101/2020

Il gas Radon in casa è un obbligo di legge nel 2026?

La normativa italiana è diventata molto rigorosa per tutelare i cittadini. Il Decreto Legislativo 101/2020 — in vigore dal 27 agosto 2020, che recepisce la direttiva europea 2013/59/Euratom — stabilisce l’obbligatorietà della misurazione in contesti specifici e fissa i livelli massimi di riferimento:

  • 300 Bq/m³ (becquerel per metro cubo) come concentrazione media annua massima per abitazioni e luoghi di lavoro
  • 200 Bq/m³ per le nuove costruzioni dal 1° gennaio 2025 — limite ancora più stringente

La misurazione è obbligatoria in caso di:

  • Nuove costruzioni
  • Edifici esistenti in caso di cambio di destinazione d’uso
  • Locali commerciali e produttivi situati ai piani terra, interrati o seminterrati

Se la concentrazione supera i 300 Bq/m³, il proprietario o datore di lavoro ha due anni per adottare misure correttive. In caso di inadempienza, le sanzioni previste dalla legge vanno dall’arresto da 1 a 6 mesi fino a un’ammenda tra 2.000 e 20.000 euro.

Come intervenire: la prevenzione è semplice

Come ci si difende dal gas Radon in casa?

La buona notizia è che proteggersi è possibile e non è complicato:

La misurazione è un’operazione semplice e non invasiva che permette di verificare se i livelli di concentrazione rientrano nei limiti di legge. Si effettua con dosimetri passivi posizionati negli ambienti per almeno 90 giorni — solo la media annua ha valore legale.

Se i valori risultano troppo alti, esistono diverse strategie di mitigazione efficaci:

  • Installazione di sistemi VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) per il ricambio costante dell’aria
  • Interventi strutturali come l’isolamento del vespaio
  • Utilizzo di materiali specifici per sigillare le vie di ingresso del gas
  • Depressurizzazione del suolo sotto le fondazioni — particolarmente efficace nelle nuove costruzioni

La sicurezza della casa parte dalla consapevolezza

Monitorare la presenza di gas Radon non è solo un obbligo normativo in molti casi, ma un gesto di cura per noi stessi e per chi vive i nostri spazi ogni giorno.

La prima mossa? Contattare l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) della propria regione o l’ENEA — entrambi offrono servizi di misurazione. Per le abitazioni in zone a rischio come Lazio, Campania, Lombardia, Veneto e Sardegna, è una verifica che non va rimmandata.

Domande frequenti sul gas Radon in casa

Cos’è il gas Radon e perché è pericoloso? Il gas Radon è un gas radioattivo naturale, inodore, incolore e insapore, che si forma nel sottosuolo dal decadimento dell’uranio. È classificato dall’OMS come cancerogeno di Gruppo 1 e rappresenta la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta, causando oltre 3.000 morti all’anno in Italia.

Come entra il gas Radon in casa? Risale dal terreno attraverso crepe, fessure, giunti e pori del cemento nelle fondazioni. Si accumula negli ambienti chiusi — specialmente interrati, seminterrati e piani terra — dove, senza ventilazione adeguata, può raggiungere concentrazioni pericolose per la salute.

Il gas Radon è obbligatorio misurarlo in casa? Il D.Lgs 101/2020 impone la misurazione obbligatoria per nuove costruzioni, edifici con cambio di destinazione d’uso e locali commerciali/produttivi ai piani bassi. Per le abitazioni private già esistenti non c’è obbligo diretto, ma è fortemente raccomandato — specialmente in zone a rischio come Lazio, Campania, Lombardia e Sardegna.

Qual è il limite legale di gas Radon in casa? Il D.Lgs 101/2020 fissa il limite a 300 Bq/m³ come concentrazione media annua per abitazioni e luoghi di lavoro. Per le nuove costruzioni dal 1° gennaio 2025 il limite è più stringente: 200 Bq/m³.

Come si elimina il gas Radon da casa? Con sistemi VMC (Ventilazione Meccanica Controllata), isolamento del vespaio, sigillatura delle vie di ingresso del gas e depressurizzazione del suolo. Gli interventi devono essere progettati da un Esperto in risanamento Radon — figura professionale istituita dall’Allegato II del D.Lgs 101/2020.