La Voce delle Cose — Roccantica, borgo medievale della Sabina tra dolina, torre e silenzio
Dall’Eremo di San Leonardo alla Dolina del Revotano, tra i vicoli di pietra di Roccantica e la cucina sabina: quando il territorio parla e l’anima ascolta
Nel cuore del cammino sabino, dopo le Pozze del Diavolo e la Grotta di San Michele, L’Itinerrante e Editta scendono dall’eremo verso il fondovalle. Il paesaggio muta registro: non più la verticalità dei faggi, ma oliveti terrazzati, lecci centenari, rovi di corbezzolo dai frutti rossi.
Il sentiero si snoda tra i resti di antichi mulini ad acqua, dove il mormorio del torrente accompagna il passo. Poi, improvvisamente, si apre l’orlo di una voragine verde: la Dolina del Revotano.
La Dolina del Revotano: la voragine carsica della Sabina
La Dolina del Revotano è una delle più grandi doline carsiche del centro Italia. Per secoli ritenuta un cratere vulcanico, è in realtà una dolina di crollo formatasi dalla dissoluzione del carbonato di calcio da parte delle acque sotterranee. Sabinaparcoslow
Un enorme anfiteatro naturale, una voragine verdeggiante che testimonia la forza invisibile dell’acqua nel ventre della terra. La leggenda narra che il borgo primitivo di Roccantica sprofondò a causa della cattiveria dei suoi abitanti, salvando solo una donna e suo figlio che fondarono l’attuale paese. Sabinaparcoslow
Da qui lo sguardo spazia sulla Valle del Tevere, con il profilo isolato e calcareo del Monte Soratte che si staglia nitido contro l’orizzonte.
Roccantica: borgo medievale nel cuore della Sabina
Giungemmo così a Roccantica — borgo medievale che pare scolpito nella roccia, a 457 metri sul mare, alle pendici del Monte Pizzuto. Tra le strette stradine pedonali del centro storico e le piazzette raccolte si respira un’atmosfera suggestiva e un rigenerante silenzio. Il borgo custodisce le sue tradizioni storiche legate al periodo medievale. RomaToday
Le origini di Roccantica sono documentate già nell’792, con l’appartenenza ai possedimenti dell’Abbazia di Farfa. La costruzione della cinta muraria risale al 966, e nella lotta per il papato tra Benedetto X e Niccolò II, Roccantica si schierò con quest’ultimo. L’Occhio di Horus
Salendo tra i vicoli tortuosi in pietra viva si incontrano tesori d’arte e storia:
Nella parte più alta del borgo svetta la Torre Niccolò II, a pianta quadrata circondata da una triplice cinta muraria. Vicinissima alla torre si trova la minuscola Chiesa di Piedirocca, chiamata così per la sua posizione “ai piedi della Rocca”, con all’interno un affresco raffigurante Maria in Trono con Bambino. Lazio Nascosto
Poco distante, la piccola chiesa di Santa Caterina d’Alessandria conserva affreschi quattrocenteschi che illustrano la vita della Santa. Il Monastero delle Clarisse — ex Castello Ursino costruito nel 1583 — domina la valle con la sua possente mole. Lazio Nascosto
Questo borgo medievale della Sabina non chiede di essere ammirato. Chiede di essere camminato.
Il casale tra Roccantica e Poggio Catino: la tavola sabina
Con Editta raggiungemmo un piccolo casale in pietra immerso nel silenzio, dove il profumo dei sempreverdi anticipava una pace profonda. La frenesia svanì davanti al camino acceso.
A cena, i sapori della terra ci accolsero con il calore dei Manfricoli alla sabinese e del pollo ruspante, accompagnati da un Colli della Sabina DOC — un bianco fresco che racchiude in sé il sole di queste colline. Mangiare qui non è ristorarsi: è ricevere.
La notte, la finestra e la Voce delle Cose
Quella sera l’aria restò sospesa tra veglia e sogno. In camera, la quiete si fece densa. Prima di coricarmi, aprii la finestra: guardai il buio senza pensarlo, lasciando che lui guardasse me.
Al mattino il risveglio fu un’emersione lenta da acque profonde. Scesi in giardino e incontrai un uomo intento a curare le piante — occhi che sembravano aver visto i secoli. Gli chiesi: «Credi nei sogni che cambiano il modo di vedere il mondo?»
Lui sorrise tra le rughe e rispose con voce calma: «Il mondo intero è un sogno, figliolo. Ma i più si limitano a guardare l’ombra dei rami, non la luce che la crea.»
Capii allora che la mia vera avventura non era in terre lontane, ma nel modo in cui avrei imparato a guardare il qui e ora. La Voce delle Cose aveva finalmente trovato un orecchio pronto ad ascoltare.
[Trekking Monti Sabini: Monte Tancia e Pozze del Diavolo]
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